ODISSEA ADRIATICA, DA PLOMIN, ISTRIA A SEBENICO, KRKA E RITORNO

Facciamo conoscere i nostri percorsi abituali che facciamo in kayak/canoa e conosciamone di nuovi discutendone qui.
mariano
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ODISSEA ADRIATICA, DA PLOMIN, ISTRIA A SEBENICO, KRKA E RITORNO

Messaggioda mariano » mer set 20, 2017 3:13 pm

ODISSEA ADRIATICA FOTO https://www.facebook.com/mariano.storti ... nref=story
KAYAK DA MARE IN CROAZIA: DA FIUME, PLOMIN, ISTRIA al Parco Nazionale Krka e ritorno. 644 KM. DI KM DI SEA KAYAK viaggio minimale a filo dell’acqua tra le isole del Quarnero e della Dalmazia centro-settentrionale
USO LA TERZA PERSONA....
Mariano Storti in completa autonomia e in solitaria con un kayak marino è salpato dal “ fiordo “ di Plomin, nei pressi di Fiume e costeggiando le isole Cherso, Unije, Canidole, Lussino, Ilovik, Silba, Skarda, Ist, Molat, l’Isola Lunga, le mitiche Incoronate ha raggiunto l’arcipelago di Sebenico e risalito e disceso il Krka. Da Sebenico ha navigato in direzione Nord lungo la costa sino a Zara ed all’Isola di Pag. Costeggiata Pag ha lambito Rab, San Grgorio, Krk, Cherso ed infine è sbarcato a Plomin
Le isole del Quarnero e della Dalmazia centrale sono di una solitaria e aspra bellezza: pareti di centinaia di metri precipitano sul mare, piccole baie si alternano a spiagge di ciottoli, in un corridoio marino tra i più tempestosi del Mediterraneo. Le Incoronate, brulle, aride e prive di vegetazione ricordano davvero i paesaggi lunari, con le metafisiche geometrie create dai muretti a secco che delimitano i pascoli per le capre, che qui sono riuscite nel corso dell’evoluzione ad adattarsi, abbeverandosi con acqua marina. La vicina Baia Talascia invece rinvia ai mari tropicali.

Un mondo da scoprire affidandosi al kayak per assaporare sino in fondo una vacanza alla Robinson Crusoe. In poche parole le 1185 isole croate, di cui solo 66 abitate, sono il paradiso non solo dei vela ma anche del kayak.
Mariano, con un Kayak da mare in vetroresina, lungo 5,25 metri, dotato di 4 gavoni stagni, carichi di tutto il necessario per sopravvivere in completa autonomia (viveri, tenda e 12 litri di acqua dolce) in 18 giorni, dal 18 luglio al 4 agosto, ha percorso in solitaria 644 km , alla media oraria di 5,8 km/h, in condizioni marine diverse, dal mare piatto a mare mosso. Percorrenza massima in un giorno: km.60. La navigazione si è articolata in poco più di due settimane, i primi sette giorni il mare era calmo e Mariano ha potuto affrontare la traversata Lussino Silba, 9 km. Di mare aperto, con relativa tranquillità.
Nella seconda settimana iil maestrale, ha reso un po’ difficoltosa la grande traversata Incoronte , Kaprije, ,arcipelago di Sebenico.
A un montanaro come Storti, che ha partecipato a varie spedizioni alpinistiche e viaggi estremi nel mondo, che ha volato con il parapendio molti anni, mancava forse il fascino del mare e con un Kayak, la tenda e poche altre cose è entrato in questo meraviglioso ambiente naturale. Ha scelto, ancora una volta, la strada della fatica fisica, pagaiare, per immergersi in una nuova dimensione orizzontale, fatta di sole, vento, tramonti ed albe, dormendo in piccole cale a pochi metri dal Mare.
Alcune interessanti note tecniche: rispetto al trekking classico in montagna, il trekking marino permette di mantenere medie orarie maggiori, 5 o 6 km all’ora, il peso dell’attrezzatura non grava sulle spalle, in quanto tutto è trasportato dal principio di Archimede. Rispetto alla camminata però il è necessaria una certa tecnica per rendere efficiente il gesto atletico del pagaiare. Ottima si è rivelata la pagaia wing in carbonio, un motore di soli 800 grammi!
In mare Mariano ha utilizzato carboidrati liquidi o maltodestrine, impiegate in tutti gli sport di lunga durata. Nel suo viaggio minimale a filo d’acqua ha utilizzato le moderne tecnologie, come il gps e lo Spot, uno strumento utilissimo in mare, in montagna e nella natura selvaggia: si tratta di un localizzatore satellitare che permette ai familiari ed agli amici di seguire il viaggio in tempo reale su google maps e che, in caso di emergenza, SOS, consente ai soccorritori la localizzazione sicura dell’infortunato. Anche nel sea kayak è presente, come nell’alpinismo l’esposizione al rischio, esempio il forte vento oppure la lontananza dalla costa o le lunghissime scogliere prive di qualsiasi approdo.
Il mare ha un fascino particolare, come la montagna, ma come la montagna, alle volte è un bastardo: Mariano ne ha avuto una prova a Rab, quando dalla porta di Senj è entrata la bora che lo ha bloccato 2 ore in un buco di 3 metri nel cuore di una scogliera. Alle Incoronate si è scatenato il Neverini, un tremendo temporale, una grandinata simile ad una nostra tromba d’aria, ma il kayak ed il marinaio erano al sicuro, nel porto: nel porticciolo della capitale…delle Incoronate
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